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Prossimo concorso scuola 2024: i requisiti per partecipare con 24, 30 o 60 Cfu o con 3 annualità di servizio

Serviranno 24, 30 o 60 cfu per diventare insegnanti? C’è ancora molta confusione in merito, e non potrebbe essere altrimenti se si considera che siamo nel mezzo di una transizione importante tra attuale e nuova fase del reclutamento docenti. Una riforma avviata dal ministro Bianchi ma non portata a compimento, anche in virtù dell’avvicendamento al Governo, e che adesso stenta a ripartire.

La fase transitoria

Se il nuovo ministero, come del resto ha già annunciato, non modificherà sostanzialmente la riforma del reclutamento messa a punto dal precedente Governo, sarà possibile partecipare al concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado, che dà accesso al ruolo, con il titolo di studio più 24 CFU/30 CFU ovvero 60 CFU. Saranno questi quelli utili ai fini del conseguimento dell’abilitazione.

Sia i candidati in possesso di 24 CFU o di 30 CFU completeranno la prima parte composta dal percorso universitario e accademico abilitante di formazione iniziale dopo la procedura concorsuale, nel corso del primo anno di contratto che sarà a tempo determinato.

Come spendere i Cfu

La riforma del reclutamento non potrà prescindere da una fase transitoria di assunzione, prevista sino al 31 dicembre 2024. Sarà in questa fase che potranno essere spesi i 30 o i 24 cfu acquisiti e ancora validi.

I candidati insegnanti della scuola secondaria potranno partecipare al concorso, se in possesso del titolo di studio più:

24 CFU conseguiti entro il 31/10/2022 (fase transitoria sino al 31/12/2024);
30 CFU del succitato percorso universitario (fase transitoria sino al 31/12/2024);
60 CFU conseguiti tramite il succitato percorso universitario;
3 annualità di servizio, anche non continuative, svolte negli ultimi cinque anni presso le scuole statali, di cui una specifica.

I prossimi concorsi scuola

In ogni caso, sarà difficile avviare i prossimi concorsi prima del 2023/24. Il Ministro Valditara ha spiegato che: “Il reclutamento del personale docente rappresenta uno dei passaggi più difficili di tutta la gestione amministrativa. L’Alto numero di aspiranti rappresenta l’attrattività della professione ma è anche il sintomo della presenza di elementi patologici da un lato del problema del precariato e dall’altro al fatto che da tempo non vengono espletate procedure certe, stabili e ricorrenti“.