Scuola

Idonei concorso scuola 2025: dialogo tra il MiM e la Commissione Ue per riconoscere il merito dei non vincitori

I primi risultati delle prove scritte del concorso Pnrr2, incrociate con il numero di iscritti alla procedura e i posti disponibili, inizia a delineare un quadro preoccupante per il futuro dell’insegnamento in Italia, che ascia qualche dubbio sull’efficacia della strategia attuata in ottica riforma del reclutamento docenti.

Il problema principale, come sottolineano in questi giorni i sindacati, è rappresentato dal fatto che comunque vada il concorso, non verrà risolto il problema di chi risulterà idoneo alla fine della procedura e non vincitore, che si ritroverà senza cattedra e senza abilitazione, e senza nemmeno la possibilità di conoscere il suo posizionamento in graduatoria per colpa della normativa che non prevede questo tipo di trasparenza.

Una serie di decisioni prese dal precedente Governo che rischiano di far fallire l’obiettivo assunzionale entro il 2026 dello stesso PNRR.

Il doppio canale di reclutamento

C’è curiosità per i dati che nei prossimi giorni verranno snocciolati in merito ai candidati ammessi all’orale che verranno pubblicati dai singoli Uffici scolastici regionali responsabili di ogni procedura. Saranno dati distinti per tipologia di posto e regione gestita.

L’unica speranza è rappresentata dall’esito della trattativa attualmente in corso tra ministero ed Europa per trovare una soluzione che consenta una via d’uscita agli idonei dei concorsi Pnrr, anche in ottica risoluzione della procedura di infrazione da parte della stessa Ue nei confronti dell’Italia per abuso di contratti a termine.

I sindacati spingono per la soluzione ai loro occhi più semplice, quella dell’assunzione dei precari anche su posti curriculari dalle graduatorie per le supplenze, mediante ripristino del doppio canale di reclutamento.